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Lamento laico
Conosco chi sottomette tutta la filosofia alla teologia.Conosco chi ritiene giusto che la religione invada la sfera della scienza. Conosco chi afferma che la moralità derivi da leggi divine. Conosco una Chiesa opulenta e una Chiesa dei poveri. Conosco una Chiesa che ha una forte vocazione politica. Conosco chi non vuole uno Stato aconfessionale,garante dei diritti di tutti,indipendentemente dalle diverse fedi religiose. Conosco chi ammette la guerra nel nome di Dio. Conosco un Dio che ama il povero e invece dà al ricco. Conosco chi non è imbarazzato di fronte ai privilegi della Chiesa. Conosco chi crede che ferite da cilicio,affari illeciti e alta finanza debbano essere cose normali nell' “Opus Dei”. Conosco molti che credono a statuine e icone che piangono e sanguinano. Conosco chi fa passare per possessione diabolica una crisi di isteria. Conosco chi è convinto che terremoti,malattie e alluvioni siano castighi mandati da Dio. Conosco preti omosessuali che combattono l’omosessualità. Conosco chi afferma che le unioni di fatto,fondate sull'amore,sono fuori della grazia di Dio.
FILASTROCCA IRRIGUARDOSA Facendo politica sui monti e in città si mangia,si beve,l’affare si fa. Lo dice la gente,lo afferma il barbiere: “La sordida casta vuol solo godere!” Cerchi lavoro o sei pelandrone? Vuoi migliorar la tua posizione? Vuoi benefici,foraggi e vantaggi? Qui c’è bisogno di stupidi paggi, di damigelli e serventi garzoni senza cervello e un po’ pecoroni. Abbiamo un partito che è appena nato da un matrimonio mal combinato tra diessini e democristiani per niente affini,voraci e pacchiani. Il Codice etico e i grandi valori Son solo ingombri per questi impostori. Moro,De Gasperi e Berlinguer Son trapassati ,devon tacer! Or contan solo pancia e poltrone per il servo inetto e il vile pappone. Del rosso garofano poi c’è il partito ormai dimesso e mai rifiorito. Con il Berlusca sta la metà Senza decenza e mai dignità. Per l’altra metà poi il socialismo significa solo opportunismo. Le idee di Nenni e del grande Pertini mai per coloro che son malandrini. Han molto consenso tra la gente nostrana il bravo Ginoble e la sua carovana, con un Piddì elefantesco e tanti appetiti intorno al suo desco dove smaniosi d’ingurgitar i socialisti stanno a brigar, con intrallazzi e sotterfugi: quello che conta è beccar senza indugi. Parola d’ordine:”in maggioranza!” purchè ci sia una buona pietanza. Così va avanti la compagnia che non s'avvede di tale pazzia. Rimatore per forza
FACCE DI BRONZO Se alla poltrona non vuoi dire addio, mostrati sempre un cattolico pio. Se non lo sei, negalo a morte e cela l’amante alla mite consorte : si salvaguardi la sacra famiglia anche se altrove si gozzoviglia. ‘Coppie di fatto, portate la guerra! Sol la famiglia salva la Terra!’ Parole sante di Benedetto antimoderno e omofobo schietto. Tu devi agire per convenienza senza problemi per la coscienza. Basta mostrare gran devozione a tutto ciò che ammonisce Bertone. Devi plaudire a Bagnasco e Ferrara che sull’aborto fan tanta caciara. Per te sarà sempre un vile cialtrone colui che manipola l’embrione. Al pluralismo e alla laicità si oppongano dogmi e Verità. Ingrassa il partito veltroniano se servo l’ossequio sarà al Vaticano. Rimatore per forza |
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27 gennaio 2010
Per non dimenticare
 Shoah di Angela Mancuso
Avete dimenticato avete negato per molto troppo di quel tempo che ancora vivete.
Negaste la verità fingeste di non sapere vi paralizzò la paura e nessuno fermò quelle mani .
E adesso cosa volete cosa cercate come pensate di acquietare i morti.
Ancora fingete di non vedere di non sapere ciò che io non chiedo ciò che io non voglio.
Non voglio date non voglio preghiere non voglio ricordi non voglio pensieri. Non componete canzoni non vergate poesie non incidete lapidi non innalzate monumenti. Ciò che voglio non ascoltatelo non pensatelo ricacciatelo indietro restituitelo al vento perché il cuore vi cadrebbe in pezzi.
Perché vedete io rivoglio le mie scarpe le mie bambole i miei capelli i miei denti. Rivoglio la mia pelle i miei vestiti il mio nome le mie unghie. Ridatemi le mie matite i miei bottoni le ginocchia sbucciate la marmellata rubata. Promettetemi la primavera la pioggia l’amore la vecchiaia. Restituitemi il tempo il mondo lo spazio la luce.
Solo allora io restituirò la pace alle vostre coscienze.
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2 gennaio 2010
Il bottino di Bettino: come e quanto rubava

di Marco Travaglio, da "Il Fatto Quotidiano", 30 dicembre 2009
Al momento della morte, nel gennaio del 2000, Bettino Craxi era stato condannato in via definitiva a 10 anni per corruzione e finanziamento illecito (5 anni e 6 mesi per le tangenti Eni-Sai; 4 anni e 6 mesi per quelle della Metropolitana milanese). Altri processi furono estinti “per morte del reo”: quelli in cui aveva collezionato tre condanne in appello a 3 anni per la maxitangente Enimont (finanziamento illecito), a 5 anni e 5 mesi per le tangenti Enel (corruzione), a 5 anni e 9 mesi per il conto Protezione (bancarotta fraudolenta Banco Ambrosiano); una condanna in primo grado prescritta in appello per All Iberian; tre rinvii a giudizio per la mega-evasione fiscale sulle tangenti, per le mazzette della Milano-Serravalle e della cooperazione col Terzo Mondo.
Nella caccia al tesoro, anzi ai tesori di Craxi sparsi per il mondo tra Svizzera, Liechtenstein, Caraibi ed Estremo Oriente, il pool Mani Pulite ha accertato introiti per almeno 150 miliardi di lire, movimentati e gestiti da vari prestanome: Giallombardo, Tradati, Raggio, Vallado, Larini e il duo Gianfranco Troielli & Agostino Ruju (protagonisti di un tourbillon di conti e operazioni fra HongKong e Bahamas, tuttora avvolti nel mistero per le mancate risposte alle rogatorie). Finanziamenti per il Psi? No, Craxi rubava soprattutto per sé e i suoi cari. Principalmente su quattro conti personali: quello intestato alla società panamense Constellation Financière presso la banca Sbs di Lugano; il Northern Holding7105 presso la ClaridienBankdiGinevra;quellointestatoaun’altra panamense, la International Gold Coast, presso l’American Express di Ginevra; e quello aperto a Lugano a nome della fondazione Arano di Vaduz. “Craxi – si legge nella sentenza All Iberian confermata in Cassazione - è incontrovertibilmente responsabile come ideatore e promotore dell’apertura dei conti destinati alla raccolta delle somme versategli a titolo di illecito finanziamento quale deputato e segretario esponente del Psi. La gestione di tali conti… non confluiva in quella amministrativa ordinaria del Psi, ma veniva trattata separatamente dall’imputato tramite suoi fiduciari… Significativamente Craxi non mise a disposizione del partito questi conti”. Su Constellation Financiere e Northern Holding - conti gestiti dal suo compagno di scuola Giorgio Tradati - riceve nel 1991-‘92 la maxitangente da 21 miliardi versata da Berlusconi dopo la legge Mammì. Sul NorthernHoldingincassaalmeno35miliardidaaziende pubbliche, come Ansaldo e Italimpianti, e private, come Calcestruzzi e Techint.
Nel 1998 la Cassazione dispone il sequestro conservativo dei beni di Craxi per 54 miliardi. Ma nel frattempo sono spariti. Secondo i laudatores, Craxi fu condannato in base al teorema “non poteva non sapere”. Ma nessuna condanna definitiva cita mai quell’espressione. Anzi la Corte d’appello di Milano scrive nella sentenza All Iberian poi divenuta definitiva: “Non ha alcun fondamento la linea difensiva incentrata sul presunto addebito a Craxi di responsabilità di ‘posizione’ per fatti da altri commessi, risultando dalle dichiarazioni di Tradati che egli si informava sempre dettagliatamente dello stato dei conti esteri e dei movimenti sugli stessi compiuti”. Tutto era cominciato “nei primi anni 80” quando – racconta Tradati a Di Pietro – “Bettino mi pregò di aprirgli un conto in Svizzera. Io lo feci, alla Sbs di Chiasso, intestandolo a una società panamense (Constellation Financière, ndr). Funzionava cosí: la prova della proprietà consisteva in una azione al portatore, che consegnai a Bettino. Io restavo il procuratore del conto”. Su cui cominciano ad arrivare “somme consistenti”: nel 1986 ammontano già a 15 miliardi. Poi il deposito si sdoppia e nasce il conto International Gold Coast, affiancato dal conto di transitoNorthernHolding,messoadisposizionedal funzionario dell’American Express, Hugo Cimenti, per rendere meno identificabili i versamenti. Anche lí confluiscono ben presto 15 miliardi. Come distinguere i versamenti per Cimenti da quelli per Tradati, cioè per Craxi? “Per i nostri – risponde Tradati – si usava il riferimento ‘Grain’. Che vuol dire grano”. Poi esplode Tangentopoli. “Il 10 febbraio ‘93 Bettino mi chiese di far sparire il denaro da quei conti, per evitare che fossero scoperti dai giudici di Mani pulite. Ma io rifiutai e fu incaricato qualcun altro (Raggio, ndr): so che hanno comperato anche 15 chili di lingotti d’oro… I soldi non finirono al partito, a parte 2 miliardi per pagare gli stipendi”. Raggio va in Svizzera, spazzola il bottino di Bettino e fugge in Messico con 40 miliardi e la contessa Vacca Agusta. I soldi finiscono su depositi cifrati alle Bahamas, alle Cayman e a Panama.
Che uso faceva Craxi dei fondi esteri? “Craxi – riepilogano i giudici – dispose prelievi sia a fini di investimento immobiliare (l’acquisto di un appartamento a New York), sia per versare alla stazione televisiva Roma Cine Tv (di cui era direttrice generale Anja Pieroni, legata a Craxi da rapporti sentimentali) un contributo mensile di 100 milioni di lire. Lo stesso Craxi, poi, dispose l’acquisto di una casa e di un albergo [l’Ivanohe] a Roma, intestati alla Pieroni”. Alla quale faceva pure pagare “la servitú, l’autista e la segretaria”. Alla tv della Pieroni arrivarono poi 1 miliardo da Giallombardo e 3 da Raggio. Craxi lo diceva sempre, a Tradati: “Diversificare gli investimenti” . Tradati eseguiva: “Due operazioni immobiliari a Milano, una a Madonna di Campiglio, una a La Thuile”. Bettino regalò una villa e un prestito di 500 milioni per il fratello Antonio (seguace del guru Sai Baba). E il Psi, finito in bolletta per esaurimento dei canali di finanziamento occulto? “Raggio ha manifestato stupore per il fatto che, dopo la sua cessazione dalla carica di segretario del Psi, Craxi si sia astenuto dal consegnare al suo successore i fondi contenuti nei conti esteri”.
Anche Raggio vuota il sacco e confessa di avere speso 15 miliardi del tesoro craxiano per le spese della sua sontuosa latitanza in Messico. E il resto? Lo restituì a Bettino, oltre ad acquistargli un aereo privato Sitation da 1,5 milioni di dollari e a disporre –scrivono i giudici– “bonifici specificatamente ordinati da Craxi, tutti in favore di banche elvetiche, tranne che per i seguenti accrediti: 100.000 dollari al finanzierearaboZuhairAlKatheeb”e80milionidilire(«$ 40.000/s. Fr. 50.000 Bank of Kuwait Lnd») per “un’abitazione affittata dal figlio di Craxi (Bobo, ndr) in Costa Azzurra”, a Saint-Tropez, “per sottrarlo - spiega Raggio - al clima poco favorevole creatosi a Milano”. Anche Bobo, a suo modo, esule.
Quando i difensori di Craxi ricorrono davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo, nella speranza di ribaltare la condanna Mm, vengono respinti con perdite. “Non è possibile – scrivono i giudici di Strasburgo il 31 ottobre 2001 – pensare che i rappresentanti della Procura abbiano abusato dei loro poteri”. Anzi, l’iter dibattimentale “seguí i canoni del giusto processo” e le proteste dell’imputato sulla parzialità dei giudici “non si fondano su nessun elemento concreto… Va ricordato che il ricorrente è stato condannato per corruzione e non per le sue idee politiche”.
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1 gennaio 2010
"Filastrocca dell'amore per Silvio" di Sandro Bondi-Una primizia del nuovo anno
Ormai il Vate Bondi si cimenta con le filastrocche,componimenti dalla struttura semplice,senz'altro funzionali ad esprimere e comunicare con immediatezza a grandi e piccini emozioni e stati d'animo.Difficilmente il Vate tornerà quindi al verso singhiozzato,ermetico e profondo,composto da un sostantivo e un attributo.
 Filastrocca dell’amore per Silvio di Sandro Bondi
Filastrocca, ma tutti lo sanno: t’amo,mio Silvio,dolce tiranno! Accanto a te sempre starei per declamare i versi miei. con le mie cure voglio alleviar i tuoi affanni , mio piccolo zar! Nel rimirarti in estasi vado e a chi sta intorno proprio non bado. Pensiero fisso sei tu,Silvio mio con Vespa e Fede, non un bel trio. perchè tra noi tre c’è feroce battaglia per l’amor tuo, forte tenaglia. A Stracquadanio e a Capezzone non dare retta,non fare il birbone! I chiacchieroni di cui ti circondi non sono proni come il tuo Bondi. Solo il mio amore è quello verace E questo mio cuore ormai non lo tace e senza freni urla:”Ti bramo!” in pena aspettando il forte richiamo. Mai più puttanelle, amato mio Silvio, nel tuo lettone vorrei starci io! Per consolarti con le mie rime, capaci di dare piacere sublime.
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30 dicembre 2009
Col voto del PD e dell'IdV è stato approvato il bilancio di previsione per il 2010

Bilancio di previsione 2010, una copia di una vecchia copia, prodotta da un’Amministrazione infiacchita
Essendo teso esclusivamente a far quadrare i conti e presentandosi carente di idee e progetti innovativi, questo bilancio di previsione sembra confezionato nello studio di un diligente commercialista in tempi precedenti agli incontri teatrali e inconcludenti, promossi dall’Assessore al Bilancio, per coinvolgere in modo artefatto i cittadini nelle scelte progettuali già operate dell’Amministrazione. Dai fatti risulta evidente che sulla prassi del “bilancio partecipato” la maggioranza monocolore del PD sia in alto mare in quanto non ne conosce gli strumenti e i metodi e ignora che esso rappresenta un’attività permanente dell’Ente, la quale deve estendersi lungo l’intero arco dell’esercizio finanziario.Ma può darsi anche che la democrazia partecipata sia un’attività poco gradita per chi non vede la politica come servizio per la comunità.
E’ il bilancio di un’Amministrazione, presuntuosa nella propria autosufficienza,la quale sta terminando il proprio mandato in modo stanco e dannoso per la stessa città e per se stessa, senza la preoccupazione di riprendere il filo del discorso, forse irrimediabilmente smarrito, con le forze di sinistra.
Accanto a quelle scelte positive (lieve diminuzione della spesa corrente,mantenimento invariato degli attuali livelli di tassazione, prosecuzione dei buoni servizi socioassistenziali e scolastici), troviamo punti di forte debolezza che hanno spinto la Sinistra ad esprimere su questo bilancio il voto contrario (assenza di programmi per la cultura, per il turismo e per il tempo libero dei giovani, mancato avvio della raccolta differenziata col metodo porta a porta, rinuncia irresponsabile al controllo di gestione, eccessiva spesa dei servizi a rete- Enel, Italgas, Ruzzo, Telecom e Wind- per un totale di1.314.500 euro).Anche il piano triennale delle opere pubbliche risulta essere propagandistico e irrealizzabile al punto da prevedere, solo per il 2010, ben 70 interventi per una spesa complessiva di 75 milioni di euro!
C’è infine l’imbroglio della TARSU e delle spettanze che il CIRSU, in conseguenza dell’aumento dei costi del servizio, pretende dalla nostra Amministrazione e sulle quali il Sindaco ha fatto i propri rilievi intraprendendo peraltro un’azione di resistenza. Non si tratta di una spesa di poco conto visto che essa raggiunge l’importo di circa 1.500.000 euro proprio per l’ aumento delle tariffe di smaltimento che, dagli 80 euro per tonnellata,sono passati prima a 110 euro e quindi,con l’esaurimento della discarica consortile, a 177.L’Amministrazione, per l’esercizio finanziario 2009, ha provveduto con risorse proprie al pagamento di 472.000 euro di differenza,mentre il CIRSU pretende una cifra pressappoco tripla. Questa liquidazione contraddice la linea seguita dal Comune di Roseto che ha portato alla copertura totale dei costi del servizio attraverso il gettito complessivo della tassa. Sul milione di euro che il CIRSU rivendica, si attendono gli sviluppi degli eventi, sperando che a pagare non siano i cittadini, vittime di una dissennata e rovinosa politica di gestione dei rifiuti centrata sul sistema delle discariche.Intanto questo debito non figura illegittimamente in questo bilancio.
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26 dicembre 2009
Ecco l'inedita filastrocca del Vate Bondi

“Filastrocca del 2010” di Sandro Bondi
Siam con Silvio,siam felici,
or Lui ama i suoi nemici.
Lui li accoglie a braccia aperte
Con carezze,baci e offerte.
Sono tutti trasformati,
dal suo verbo ammaliati:
forte è il verbo dell’amor
che inebria tutti i cuor!
Lui abbraccia i comunisti
non coglioni e sciovinisti:
eran solo discoletti
or son ligi ai suoi precetti.
Baci forti al magistrato,
pure lui s’è trasformato
e non pensa più ai processi
che eran solo degli eccessi!
Questo è l’anno del perdono
e a Tartaglia pure un dono:
un bel duom di cioccolata
per la sua birichinata.
Silvio nostro,se non sbaglio,
sta con te pure Travaglio
che a te dona mirra e oro
ed incenso con Santoro
che redento è per davvero
e rinnega l’Annozero.
Pur Di Pietro s’è pentito
E di Silvio s’è invaghito.
Più non dice “che ci azzecca”:
come Vespa lui lo lecca.
La D’Addario,maddalena,
ha d’amore una catena
che la lega al nostro Silvio,
bello come un semidio.
Lei lo spolvera benino
E riempie il borsellino.
Anno nuovo, vieni presto
chè è cambiato il palinsesto:
l’odio più non ci sarà
fin che Silvio regnerà.
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26 dicembre 2009
Filastrocca di Natale per i figli del PDL

Per Natale il Vate Sandro Otelma Bondi ha scritto una poesia per i bambini del PDL perché la recitino all’ora di pranzo ai loro genitori.Poveri bambini,costretti ad essere i piccoli pappagallini di questa specie di regime berlusconiano!
Stella cometa che mostri la via
Oggi è Natale, quanta allegria!
La via quella bella a noi l’ha mostrata
l’Astro ferito, Salvezza incarnata.
L’odio sinistro sconfitto sarà,
l’amore di Silvio trionferà!
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21 dicembre 2009
Lettera aperta al Prefetto di Teramo a proposito dell'ordinanza inutile,insensata e illegittima del Sindaco di Giulianova
 Al Prefetto di Teramo p.c. Agli organi di stampa
Oggetto: ordinanza del n. 266 del 16/12/2009 del Sindaco di Giulianova
Dopo la sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani sul Crocifisso, molti sindaci stanno emanando ordinanze che, a parere di chi scrive, destano vive preoccupazioni per i vizi di legittimità, quali l’incompetenza e l’eccesso di potere che esse contengono, e per la loro inopportunità in un contesto sociale caratterizzato dalla coesistenza di culture diverse e da una pluralità di visioni della vita. Si tratta di ordinanze,di cui nessun cittadino avverte il bisogno, tese a imporre l’immediata affissione del Crocifisso nelle aule scolastiche e nei luoghi pubblici sotto comminatoria di gravose sanzioni pecuniarie.
Tali ordinanze,anziché ottenere la preventivata approvazione dei cattolici autentici, sortiscono l’effetto contrario e si rivelano assolutamente inutili in un Paese che ha una storia di oltre due millenni e un’identità culturale che, pur se ha subito cambiamenti nell’incontro con altre culture, non può essere messa a rischio o perduta in conseguenza della mancata ostentazione di un simbolo religioso peraltro più che presente nelle abitazioni e nel contesto urbano. Aggiungo che la stessa imposizione di simboli, oltre ad essere una prassi tipica dei regimi autoritari, è contraria ad alcuni significati evocati, a cattolici e non, dal Crocifisso stesso, quali il rispetto, l’amore per l’altro e la laicità.
Tale imposizione si rivela inoltre pregiudizievole in una scuola che deve essere luogo di formazione comune, non omologante, tesa a favorire l’incontro e la conoscenza di culture diverse nella prospettiva di un’educazione alla convivenza democratica e ad una nuova cittadinanza unitaria e plurale.
Una scuola effettivamente educativa deve dimostrare pertanto una sensibilità ed un’attenzione per tutte le convinzioni degli alunni che accoglie. E questo vale anche per un Sindaco che deve saper distinguere tra politica e religione e mostrare una scrupolosità ed una premura verso le diverse convinzioni dei cittadini che partecipano alla vita della città al fine di garantire l’espressione di esse.
Questi incauti provvedimenti servono purtroppo a scatenare nuove crociate e ad innescare spirali di odio contro la diversità.
Nel timore che tali ordinanze possano essere riproposte anche in altri comuni della provincia e in considerazione dell’attuale situazione politica marcata da forti tensioni, chiedo alla S.V.
- se esse possano rientrare nell’ambito dei poteri esercitabili da un Sindaco che, in base all’art.54 del T.U.EE.LL., devono essere finalizzati a “prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana”;
- se l’irrogazione di una sanzione amministrativa non sia in contrasto con la riserva di legge in materia di illeciti amministrativi;
- se non si configuri nel comportamento di tali sindaci un’indebita ingerenza nella funzione della scuola statale, autonoma e costituzionalmente laica.
Distinti saluti
Roseto degli Abruzzi, 19/12/2009
Pasquale Avolio
Via Alfieri,7
64026 Roseto degli Abruzzi
Email: p_avolio@fastwebnet.it
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20 dicembre 2009
Ecco l'ordinanza medievale emanata dal Sindaco di Giulianova,complice un Consiglio comunale genuflesso
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19 dicembre 2009
Lettera aperta al Sindaco Mastromauro

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19 dicembre 2009
Il comunicato stampa del Sindaco Mastromauro

Comune di Giulianova COMUNICATO STAMPA
Ordinanza sul Crocifisso. Il sindaco Mastromauro: “Avolio dica e faccia ciò che vuole ma non offenda il sentimento dei giuliesi”.
“Il prof. Pasquale Avolio vuole impugnare l'ordinanza? Può farlo, è nel suo diritto. Ha 60 giorni, qualora volesse rivolgersi al TAR. O 120 se preferisce il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, come peraltro ho avuto cura di indicare nella mia ordinanza. Comunque è un'ordinanza che vale per Giulianova, non per Roseto degli Abruzzi, dove Avolio risiede ed opera”. Così il sindaco Francesco Mastromauro dopo l'articolo uscito il 18 dicembre sul quotidiano “La Città”. “Io talebano? Non occorre un avvocato per comprendere come questa definizione, oltre ad essere del tutto gratuita, sia offensiva a tal punto da costituire, per chi la pronunzia, un reato. Ma il punto è un altro. La mia difesa del Crocifisso non vuole, né in effetti è, un attacco alla laicità dello Stato, che rispetto profondamente, ma la difesa della nostra tradizione, della nostra cultura e dei nostri valori. E in ogni caso – conclude il sindaco Mastromauro – l'ordinanza recepisce una delibera del Consiglio Comunale di Giulianova, la n. 58 del 30 novembre scorso, a favore del Crocifisso. Con la votazione del Consiglio comunale è stata espressa, attraverso i suoi rappresentanti istituzionali, la volontà della nostra collettività, e, con essa, i sentimenti dei miei concittadini. Per cui Avolio, che pure è originario di una terra, la Campania, in cui le tradizioni cristiane sono seguite e sentite, dica e faccia ciò che vuole. Ma non offenda il sentire profondo dei giuliesi”.
Un rapido commento
Non ho intenzione di impugnare l'ordinanza,perchè non ne ho la facoltà, però lo farà legittimamente qualche avveduto cittadino giuliese.Mi preme solo,da uomo di scuola, far accendere i riflettori su queste bizzarre delibere che potrebbero estendersi pericolosamente ad altri comuni e che nulla hanno a che vedere con la tolleranza e il rispetto per l'altro evocati ai cattolici dal crocifisso.Si tratta di provvedimenti insensati di Sindaci,per lo più leghisti, che interpretano a loro modo i concetti di laicità e di identità culturale col rischio di scatenare nuove crociate.E aggiungo che tali pericolosi provvedimenti sottendono ben altre intenzioni e sono legati alla struttura di personalità di chi li emana. Spiace che il Sindaco Mastromauro, oltre a strumentalizzare il crocifisso,strumentalizzi spudoratamente anche quanto scrivo.E poi, che cosa ha voluto intendere affermando che sono campano? Non credo che ci sia bisogno di un analista del linguaggio per evidenziare i velati significati contenuti nelle sue espressioni.Per Mastromauro io vengo da un'altra terra,anch'essa di tradizioni cristiane, e non devo insultare i giuliesi! Questa mattina pertanto invierò al Prefetto di Teramo una lettera aperta su questa vicenda di sapore medievale che,ripeto,offende una città aperta e accogliente come Giulianova e svilisce il progetto politico del Partito Democratico nella nostra provincia.
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