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Lamento laico

Conosco chi sottomette tutta la filosofia alla teologia.Conosco chi ritiene giusto che la religione invada la sfera della scienza. Conosco chi afferma che la moralità derivi da leggi divine. Conosco una Chiesa opulenta e una Chiesa dei poveri. Conosco una Chiesa che ha una forte vocazione politica. Conosco chi non vuole uno Stato aconfessionale,garante dei diritti di tutti,indipendentemente dalle diverse fedi religiose. Conosco chi ammette la guerra nel nome di Dio. Conosco un Dio che ama il povero e invece dà al ricco. Conosco chi non è imbarazzato di fronte ai privilegi della Chiesa. Conosco chi crede che ferite da cilicio,affari illeciti e alta finanza debbano essere cose normali nell' “Opus Dei”. Conosco molti che credono a statuine e icone che piangono e sanguinano. Conosco chi fa passare per possessione diabolica una crisi di isteria. Conosco chi è convinto che terremoti,malattie e alluvioni siano castighi mandati da Dio. Conosco preti omosessuali che combattono l’omosessualità. Conosco chi afferma che le unioni di fatto,fondate sull'amore,sono fuori della grazia di Dio.

 

FILASTROCCA IRRIGUARDOSA Facendo politica sui monti e in città si mangia,si beve,l’affare si fa. Lo dice la gente,lo afferma il barbiere: “La sordida casta vuol solo godere!” Cerchi lavoro o sei pelandrone? Vuoi migliorar la tua posizione? Vuoi benefici,foraggi e vantaggi? Qui c’è bisogno di stupidi paggi, di damigelli e serventi garzoni senza cervello e un po’ pecoroni. Abbiamo un partito che è appena nato da un matrimonio mal combinato tra diessini e democristiani per niente affini,voraci e pacchiani. Il Codice etico e i grandi valori Son solo ingombri per questi impostori. Moro,De Gasperi e Berlinguer Son trapassati ,devon tacer! Or contan solo pancia e poltrone per il servo inetto e il vile pappone. Del rosso garofano poi c’è il partito ormai dimesso e mai rifiorito. Con il Berlusca sta la metà Senza decenza e mai dignità. Per l’altra metà poi il socialismo significa solo opportunismo. Le idee di Nenni e del grande Pertini mai per coloro che son malandrini. Han molto consenso tra la gente nostrana il bravo Ginoble e la sua carovana, con un Piddì elefantesco e tanti appetiti intorno al suo desco dove smaniosi d’ingurgitar i socialisti stanno a brigar, con intrallazzi e sotterfugi: quello che conta è beccar senza indugi. Parola d’ordine:”in maggioranza!” purchè ci sia una buona pietanza. Così va avanti la compagnia che non s'avvede di tale pazzia. Rimatore per forza

 

FACCE DI BRONZO Se alla poltrona non vuoi dire addio, mostrati sempre un cattolico pio. Se non lo sei, negalo a morte e cela l’amante alla mite consorte : si salvaguardi la sacra famiglia anche se altrove si gozzoviglia. ‘Coppie di fatto, portate la guerra! Sol la famiglia salva la Terra!’ Parole sante di Benedetto antimoderno e omofobo schietto. Tu devi agire per convenienza senza problemi per la coscienza. Basta mostrare gran devozione a tutto ciò che ammonisce Bertone. Devi plaudire a Bagnasco e Ferrara che sull’aborto fan tanta caciara. Per te sarà sempre un vile cialtrone colui che manipola l’embrione. Al pluralismo e alla laicità si oppongano dogmi e Verità. Ingrassa il partito veltroniano se servo l’ossequio sarà al Vaticano. Rimatore per forza

POLITICA
Comunicazione al Direttivo di Sinistra Ecologia Libertà dopo il commissariamento del Circolo
23 gennaio 2012

Cari amici, dopo una serata in cui è stata mortificata la cultura
delle regole e il rispetto per le persone, dove con interventi scomposti, rabbiosi e ingiuriosi si è riusciti a far saltare il tavolo del gioco democratico, è stato deciso su mia proposta di commissariare il giovanissimo Circolo nel quale molti di voi, in
questi undici mesi, hanno lavorato con disinteressata passione.Siamo
stati assediati da quella che può dirsi una vera cordata,composta da
persone che fino a qualche mese fa erano su altri fronti, a sostenere
con arroganza la politica sciagurata di Di Bonaventura e di Ginoble o
che in Consiglio comunale avevano respinto l'istituzione del
registro delle unioni civili e quello dei testamenti biologici.
Speriamo, per il bene di SEL, che queste persone non cerchino una
comoda ricollocazione politica e che si siano sinceramente ravvedute
rinunciando, in particolare, all'appartenenza a quel maledetto
partito trasversale del cemento, che SEL combatte, composto da
quelle forze politiche che tentano ancora di affossare la Riserva
del Borsacchio o che vogliono un PRG da 750 mila metri quadri di edificato.
Purtroppo ieri abbiamo assistito al copione previsto e temuto, nel
quale i grandi assenti sono stati la politica e il confronto onesto
delle posizioni, con i nostri dirigenti provinciali e regionali
coperti da insulti e tacitati. E' stata privilegiata infatti la
lotta per il “potere” ovvero dell'assedio al partito a discapito
della lotta per le idee, svolta su un piano di correttezza e di lealtà.
Le critiche al nostro Circolo sono venute da coloro che non hanno dato
niente, in termini di lavoro e di impegno, al partito stesso. Ha
criticato il risultato elettorale chi, sebbene iscritto, ha
pubblicamente dichiarato di aver fatto propaganda elettorale per un
altro partito e chi ha ammesso apertamente di non aver votato per
SEL. Ha svalutato la gestione del Circolo e ha preteso il rinnovo dei
suoi organismi chi non ha mai partecipato ad una sola riunione o chi
ha preso la tessera da qualche settimana. Ha chiesto trasparenza e
legittimazione chi si è costituito, per un breve lasso di tempo,in
gruppo autonomo di SEL pur sapendo dell'esistenza di un Circolo.
Ha firmato esposti,a mio modo di vedere, disonesti, chi non s'è
mai visto ad una riunione e del quale non si conosce neppure il
volto. Fa l'esordio nel partito un giovane che, appena completata
l'iscrizione, offende e provoca ripetutamente su un social forum
Gianni Melilla. Sono tuttora iscritte persone che beffeggiano Vendola
su una pagina di un sito web. Senza dimenticare che rimangono ancora
nel partito i quattro deferiti che hanno aggredito e ingiuriato
pesantemente altri compagni e quelli che hanno tenuto costantemente
un comportamento inqualificabile sul piano del rispetto delle regole .
Siamo davvero al non senso, ad una situazione assurda e grottesca,
sulla quale hanno pesato la mancanza di buoni regolamenti che
avrebbero dovuto assicurare a ciascuno di noi e al partito stesso
quella necessaria rete di garanzie, l'assenza di una struttura
organizzativa forte che una giovane formazione come la nostra deve
ancora costruire e, soprattutto, l'azione ferma dei nostri
dirigenti che hanno procrastinato inutilmente nel tempo delle
decisioni che dovevano essere invece assunte con tempestività.
Speravo fortemente nell'unità ,e non nella contrapposizione,
quell'unità che si poteva raggiungere manifestando il dissenso
con pacatezza e la misura nei giudizi, presentando il proprio punto
di vista con argomentazioni fondate e oneste, mai cercando di
“abbattere “ l'altro per confermare le proprie certezze e i
propri ragionamenti. E' prevalsa purtroppo la linea estremista
della sopraffazione, del colpo di mano violento da parte di chi è
entrato nel partito dettando con insolenza le proprie condizioni. Ho
lasciato l'incarico che mi avete conferito perchè mi ritengo
incompatibile con tali condotte.
Spero quindi vivamente che, qui a Roseto, il Circolo cresca
nell'identità indicata da Vendola e possa diventare non solo un
luogo di elaborazione di autentica cultura politica, ma anche un
contesto relazionale stimolante e carico di benessere.
Vi abbraccio e vi ringrazio di cuore per i momenti, anche quelli
avvelenati, che abbiamo vissuto insieme e per le iniziative che
abbiamo realizzato.
Pasquale Avolio

 

POLITICA
Consuntivo attività del Circolo SEL di Roseto, febbraio- dicembre 2011
23 gennaio 2012

Il Circolo di Sinistra Ecologia Libertà è nato ufficialmente con
l'Assemblea degli iscritti del 30 gennaio 2011 nel corso della
quale è stato eletto il Consiglio direttivo composto da: Rocchi Rita,
Annarita De Dominicis, Ida Gramenzi, Dalia Collevecchio, Sonia
Piotti, Gaetano Avolio, Massimo Moretti, Renato Biazzi, Pietro Lanzi,
Fabrizio Lulli, Emilio De Grazia e Pasquale Avolio.
L'attività del Circolo, svolta fino ad oggi, può essere così
sintetizzata:
-n. 15 riunioni del Consigio direttivo ( da febbraio a settembre);
-incontro, presso la Villa Comunale, con Claudio Fava, sul manifesto
politico di SEL( febbraio 2011);
-realizzazione del sito web del Circolo a cura di Massimo Moretti (febbraio 2011);
-incontro con Betti Leone, organizzato in collaborazione col Gruppo
giovanile, sul reddito minimo garantito ( maggio 2011);
-campagna elettorale per le Comunali con la realizzazione di due
comizi, brochure col programma, manifesti ed interventi di Gennaro
Migliore e Gianni Melilla (aprile-maggio 2011);
-campagna a sostegno dei referendum di giugno;
-Convegno al Palazzo del Mare sulle energie alternative con il Prof.
Bruno Stella dell'Università di Roma Tre;
-raccolta di firme - circa 200 - per promuovere il referendum contro
l'attuale legge elettorale;
-organizzazione, in collaborazione col Gruppo giovanile e la
Federazione Provinciale, di una manifestazione pro Riserva del
Borsacchio, presso l'Hotel il Triangolo di Cologna Spiaggia, con
il coivolgimento di numerosi giovani ospiti del Tilt Camp (settembre
2011);
- sopralluogo sul territorio della Riserva del Borsacchio con Franco
Caramanico , consigliere regionale di SEL;
- Convegno sull'urbanistica sostenibile effettuato presso il
Palazzo del Mare il 17/12/2011, con le relazioni di Tommaso Di Biase
ed Emilio De Grazia;
- elaborazione delle osservazioni sul progetto “Villa Mazzarosa” della
Medoilgas spa;
-produzione di documenti,manifesti e comunicati per la salvaguardia
dell'ambiente, del territorio e dei diritti civili.
Il Circolo, composto da 85 iscritti per il 2011, dei quali circa 10
devono ancora perfezionare il tesseramento, ha collaborato a tutte
le iniziative promosse dalla Federazione Provinciale e Regionale.
Si coglie l'occasione per ringraziare i compagni che hanno
sostenuto con passione e con competenza il lavoro politico del
Circolo e per rinnovare il benvenuto ai nuovi iscritti.

Pasquale Avolio


 

SOCIETA'
Le osservazioni di SEL sul progetto "Villa Mazzarosa" della Medoilgas spa
23 gennaio 2012

Alla Direzione Affari della Presidenza della Regione Abruzzo
Al Servizio Tutela,Valorizzazione del Paesaggio e Valutazioni Ambientali
c/o Direzione Parchi, Territorio, Ambiente,Energia
via Leonardo da Vinci
67100 L’AQUILA
p/c Al Sindaco del Comune di Roseto degli Abruzzi

Oggetto: Osservazioni sull’istanza di permesso di Ricerca
denominato”Villa Mazzarosa” della Medoilgas SpA-Roma-Attività di
ricerca di idrocarburi gassosi sulla terraferma

In merito all’istanza indicata in oggetto e dopo aver esaminato il
testo della richiesta, elaborato dalla Società interessata, si
osserva quanto segue:
l'istanza della Medoilgas Italia spa, tesa ad ottenere il permesso
di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi, denominata "Villa
Mazzarosa", contiene nel punto 3.2.3 del Rapporto ambientale
compreso nell'istanza stessa, il seguente elemento di forte
criticità:
"All’interno dell’area in Istanza per conferimento di Permesso di
Ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi Villa Mazzarosa non sono
istituite aree naturali protette, di nessun ordine e grado (SIC, ZPS,
Parchi Regionali o Nazionali). Il sito d’interesse comunitario più
vicino all’area oggetto di studio è il SIC IT 7120083, denominato
Calanchi di Atri, la cui estremità settentrionale si trova circa 8 km
a Sud-Ovest del vertice d dell’area in istanza."
Di conseguenza, si omette strumentalmente la presenza della RISERVA
NATURALE DEL BORSACCHIO, istituita con Legge della Regione Abruzzo n.
6 dell’8 Febbraio 2005 con il perimetro definitivamente approvato con
Legge n. 34 del 1 ottobre 2007,la quale tutela formalmente
l’incontaminata bellezza di un’area, quella del Borsacchio, con i
suoi aspetti di integrità della costa sabbiosa abruzzese, la presenza
di dune embrionali di vegetazione alofita con tratti di macchia
mediterranea dove si riproducono e sostano rare specie di uccelli. I
confini della Riserva naturale regionale del Borsacchio comprendono
un’area di 1100 ettari nei territori comunali di Roseto degli Abruzzi
e Giulianova. La Riserva protegge uno dei rari tratti di costa e
terreni rimasti ancora liberi dall’urbanizzazione incontrollata che
ha trasformato in pochi decenni le tranquille coste del mare
Adriatico in un ambiente completamente edificato ed antropizzato.
Il Ministero per lo Sviluppo Economico, se concedesse tale
autorizzazione, contravverrebbe così all’art.2, comma 17 del Decreto
Lgs 29 giugno 2010, n. 128 che così sancisce: “Ai fini di tutela
dell'ambiente e dell'ecosistema,all'interno del perimetro
delle aree marine e costiere a qualsiasi titolo protette per scopi di
tutela ambientale, in virtù di leggi nazionali, regionali o in
attuazione di atti e convenzioni
internazionali, sono vietate le attività di ricerca, di prospezione
nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare, di
cui agli articoli 4, 6 e 9 della legge 9 gennaio 1991, n. 9. Il
divieto è altresì stabilito nelle zone di mare poste entro dodici
miglia marine dal perimetro esterno delle suddette aree marine e
costiere protette, oltre che per i soli idrocarburi liquidi nella
fascia marina compresa entro cinque miglia dalle linee di base delle
acque territoriali lungo l'intero perimetro costiero. .Al di
fuori delle medesime aree, le predette attività sono autorizzate
previa sottoposizione alla procedura di valutazione di impatto
ambientale di cui agli articoli 21 e seguenti del presente decreto,
sentito il parere degli enti locali posti in un raggio di dodici
miglia dalle aree marine e costiere interessate dalle attività di cui
al primo periodo. Le disposizioni di cui al presente comma si
applicano ai procedimenti autorizzatori in corso alla data di entrata
in vigore del presente comma. Resta ferma l'efficacia dei titoli
abilitativi già rilasciati alla stessa data. Dall'entrata in
vigore delle disposizioni di cui al presente comma è abrogato il
comma 81 dell'articolo 1 della legge 23 agosto 2004, n. 239”.
Lo stesso Ministero per lo Sviluppo Economico, in virtù della
Direttiva della Commissione Europea del 30 maggio 1994 che
riconoscere agli Stati membri sovranità e diritti sovrani sulle
risorse di idrocarburi che si trovano nel loro territorio, dovrebbe
negare tale autorizzazione ai fini della tutela di una parte
pregevole di territorio. Infatti all'art. 6,comma 2 di tale
Direttiva si precisa:“Gli Stati membri, se così giustificato da
motivi di sicurezza nazionale, sicurezza pubblica, pubblica sanità,
sicurezza dei trasporti, protezione dell'ambiente, tutela di
risorse biologiche e del patrimonio nazionale avente valore
artistico, storico o archeologico, sicurezza
degli impianti e degli addetti, gestione pianificata di risorse di
idrocarburi (ad esempio, tasso di sfruttamento degli idrocarburi o
ottimizzazione del loro recupero) o dalla necessità di garantire un
gettito fiscale, possono stabilire condizioni e requisiti per
l'esercizio delle attività di cui all'articolo 2, paragrafo1.”ovvero per le attività di tutela.”
Si fa presente poi che la Regione Abruzzo ha emanato di recente una
norma a tutela della costa teatina, la L.R. 9 novembre del 2010,n.48,
che può applicarsi per necessità logica e per analogia alla costa
teramana. Si tratta di una norma alquanto esplicita sulla materia in
questione poiché vieta tutte le attività di prospezione, ricerca ed
estrazione di idrocarburi
a)in aree naturali protette individuate dalla normativa statale e
regionale;
b) in aree sottoposte ai vincoli dei beni ambientali o ricadenti nel
Piano paesaggistico regionale ai sensi del D.Lgs. 22 aprile 2004 n.
42.
La Medoilgas spa infine non può avvalersi,per tale istanza, dei
benefici della confusa legge n.166/2010 di modifica della L.R. n.
32/2009. Questa legge, vietando in zone sensibili abruzzesi le
estrazioni di "idrocarburi liquidi", lascia ampio spazio a
quelli gassosi. In proposito la Prof. Maria Rita
D'Orsogna,-Associate Professor, Department of Mathematics,
Institute for Sustainability; California State University at
Northrdige, Los Angeles- sostiene che i principi della geologia sono
semplici: sottoterra ci sono spesso miscele di gas e di petrolio e
non è sempre possibile distinguere fra i due. Pertanto si estrarranno
sia gas che petrolio.
Sulla base di quanto esposto, si ritiene totalmente illegittima tale
istanza in quanto
-in contrasto con i contenuti e lo spirito del Decreto Legislativo 16
gennaio 2008, n. 4  che è quello della tutela dell’ambiente, degli
ecosistemi naturali e del patrimonio culturale  per cui la
valutazione ambientale del progetto in questione deve avere la
finalità di accertare tutti i requisiti indispensabili a proteggere
la salute umana, a contribuire con un migliore ambiente alla qualità
della vita, a provvedere al mantenimento delle specie e conservare la
capacità di riproduzione dell'ecosistema in quanto risorsa
essenziale per la vita;
-in contrasto con l’art.2, comma 17 del Decreto Lgs 29 giugno 2010, n. 128 ;
-in contrasto con la Legge della Regione Abruzzo n. 6 dell’8 Febbraio 2005
istitutiva della Riserva Naturale del Borsacchio,rientrante nell’area
interessata alle ricerche della Medoilgas;
-in contrasto con le finalità e i principi generali della Legge della
Regione Abruzzo.del 21 giugno 1996, n. 38, che prevede un sistema
integrato delle aree protette che abbia le seguenti finalità :
-conservazione, reintegrazione, salvaguardia e sviluppo della biodiversità;
-conservazione e utilizzazione razionale e duratura delle risorse naturali;
-difesa della flora e della fauna, con particolare riferimento a
quella protetta, nonché delle formazioni geologiche, geomorfologiche,
speleologiche e degli equilibri idrogeologici ed ecologici in genere;
- disciplina del corretto uso del territorio a fini culturali,
scientifici, didattici e ricreativi;
- applicazione di metodi di gestione e di restauro ambientale idonei a
realizzare una integrazione tra uomo e ambiente naturale anche
mediante la salvaguardia dei valori antropologici, archeologici,
storici e architettonici, nonché delle attività agricole produttive
ed agro-silvo-pastorali e di agricoltura biologica e delle altre
attività economiche attualmente in uso e/o comunque compatibili con
le finalità della presente legge e la conservazione degli ecosistemi;
- miglioramento delle condizioni di vita, anche mediante promozione di
attività economiche in armonia con le finalità delle aree protette;
- tutela della salute e più alta qualità della vita dei cittadini.
Non va dimenticato che tale progetto di ricerca di idrocarburi non si
concilia con le norme comunitarie in materia e, in particolare, con
la Direttiva della Commissione Europea del 30 maggio 1994 che
all’art. 6 comma 2 sancisce che gli Stati membri devono privilegiare
la protezione dell'ambiente, la tutela delle risorse biologiche e
del patrimonio nazionale avente valore artistico, storico o archeologico.
In considerazione dei citati ostacoli normativi e di tutti quegli
aspetti,trascurati intenzionalmente nell’istanza della Medoilgas, che
costituirebbero fattori di rischio per un territorio di pregio,
tutelato peraltro da una specifica legge, per la salvaguardia dei
suoi ecosistemi e della qualità della vita dei cittadini, si
sollecitano la Direzione Parchi,Territorio, Ambiente, Energia e, in
particolare, il Servizio Tutela Valutazioni Ambientali,Valorizzazione
del Paesaggio e l’Ufficio Valutazione Impatto Ambientale, a non
avallare il rilascio di tale permesso

Roseto degli Abruzzi,14 dicembre 2011
Pasquale Avolio,
coordinatore del Circolo Sinistra Ecologia Libertà a Roseto degli
Abruzzi
Via V. Alfieri,7
64026 Roseto degli Abruzzi
Teramo



POLITICA
Le istanze Villa Mazzarosa e Corropoli, la deriva petrolifera e la Riserva naturale Borsacchio
13 gennaio 2012

In questi ultimi mesi si sta facendo un po’ di confusione sulle ricerche di idrocarburi riguardanti il  territorio rosetano, e mi sembra quindi doveroso riportare alcuni fatti documentati.
L’inizio lo si può far risalire al mese di ottobre 2005, quando scattai questa foto, che ritrae alcuni tecnici intenti ad effettuare sondaggi abusivi al confine del Parco a mare della Villa Mazzarosa.
Dico abusivi perché la Guardia Forestale e i Carabinieri, che intervennero quando li avvisai, compilarono due distinti verbali in quanto il mezzo cingolato, proveniente da Cologna Spiaggia e carico di attrezzature, aveva attraversato tutta l’area demaniale senza alcun permesso, e i lavori in corso erano vietati all’interno della Riserva naturale Borsacchio.
Successivamente, il 29 novembre 2005, la società Energia della Concordia presentò al Ministero dello Sviluppo Economico l’istanza denominata Roseto degli Abruzzi, per la ricerca di idrocarburi in un’area di 13,4 Kmq., da Cologna a Scerne di Pineto e dalla battigia alla collina.
A seguire, in data 7 marzo 2006, le società Cor.pro.Italia e Terracon presentarono un’istanza congiunta denominata Sant’Anna, mentre un’altra istanza, denominata Villa Mazzarosa, arrivò il 31 marzo 2006 dalla società Intergas Più (diventata poi Medoilgas Italia).
Le tre richieste erano identiche e il Ministero scelse l’ultima arrivata, che il 9 maggio 2006 iniziò il procedimento. Il 13 dicembre l’esame del Comitato Tecnico diede parere favorevole e il 18 ottobre 2007 l’ing. Fausto Ingravalle, direttore dell’Ufficio F3, firmò la lettera indirizzata alla Regione Abruzzo e al Ministero dell’Ambiente, che comunicava il programma di lavoro espresso dal CTIG.
La moratoria sulle ricerche petrolifere, imposta con la L.R. n. 2 del 10 marzo 2008, e successive integrazioni, fece sospendere l’iter fino al 31 dicembre 2009, ma poi, con un’ altra lettera inviata il 12 febbraio 2010, il Ministero comunicò alla Regione Abruzzo la ripresa del procedimento.
L’11 novembre 2011 c’è stata la pubblicazione sul B.U.R.A. dell’avviso di attivazione della procedura di V.I.A., e da quella data le Amministrazioni, le Associazioni, gli Enti, i portatori di interessi e i privati cittadini hanno avuto 45 giorni di tempo per presentare le loro osservazioni.
Un altro procedimento, denominato Corropoli, interessa il nostro territorio, per la parte che riguarda Cologna Spiaggia e la zona nord della Riserva naturale Borsacchio e di Cologna Paese.
Il progetto, presentato il 1° ottobre 2004 dalla società JKX Italia, ha avuto il parere favorevole il 7 giugno 2006, e si sono già svolte 4 Conferenze dei Servizi.
Per restare in tema, posso anche confermare che nemmeno il nostro mare è stato salvaguardato dalle piattaforme, in quanto le richieste coprono l’intero spazio antistante la costa rosetana.
E come hanno reagito i Comuni della Provincia di Teramo, sui quali pende la spada di Damocle delle cinque istanze denominate: Cipressi (5 Comuni), Colle dei Nidi (9 Comuni), Corropoli (12 Comuni), Villa Carbone (8 Comuni) e Villa Mazzarosa (2 Comuni)?
Pur di estrazione politica diversa, le stesse Amministrazioni, per contrastare la deriva petrolifera, hanno fatto fronte comune con le Associazioni ed hanno partecipato alle manifestazioni pubbliche (convegni, petizioni, cortei, raccolta di firme, incontri-dibattiti e proiezioni di video), che hanno coinvolto Istituzioni, parlamentari e tantissimi cittadini.
E che ha fatto il Comune di Roseto, oggetto delle brame di due istanze? Assolutamente nulla!
E che ha fatto il sindaco Enio Pavone quando è stato Assessore fino all’agosto 2008?
Ha dormito profondamente!
E quando lo ha svegliato il Sindaco di Pineto, che poi ha doverosamente pubblicizzato l’invio delle osservazioni contro l’istanza Villa Mazzarosa, il nostro Sindaco ha fatto approvare, dalla maggioranza del Consiglio comunale, la proposta di riperimetrazione della Riserva naturale Borsacchio, dove vige il divieto di svolgere le ricerche di idrocarburi.
Il giorno dopo, 16 dicembre 2011, la maggioranza del Consiglio provinciale ha bocciato, con 10 voti contro 9, la mozione della minoranza contro le trivellazioni. E che ha fatto Nicola Di Marco, Consigliere provinciale e presidente del Consiglio comunale di Roseto? 
Aveva il dovere civico di appoggiare la minoranza, e, invece, ha preferito assentarsi al momento della votazione!
E che ha detto l’esperto in materia Valter Catarra, presidente della Provincia di Teramo?
Le sue parole, da incorniciare, sono state riportate dai giornali: “Si parla di idrocarburi gassosi, non di liquidi, in sostanza il famoso metano che ti dà una mano”.
Anche questa volta i nostri Amministratori sono stati non credibili e inaffidabili!   
Ma noi rosetani, superando le divisioni partitiche, ci siamo ritrovati uniti nelle diverse occasioni in cui abbiamo dovuto difendere la qualità della vita e il futuro delle nuove generazioni.
Insieme ai Comitati e alle Associazioni, abbiamo combattuto e vinto la battaglia contro il passaggio dei Tir sulla S.S. 16, responsabile dell’aria superinquinata che finiva nei nostri polmoni.  
Insieme alla maggioranza degli abruzzesi, abbiamo combattuto e vinto la battaglia contro il 3° traforo del Gran Sasso, che avrebbe inferto un colpo mortale alle residue sorgenti.
Insieme alla maggioranza degli italiani, abbiamo combattuto e vinto la battaglia contro le  centrali nucleari, alle quali la nostra Regione, unica fra tutte, aveva concesso il nulla osta.
Uniti come nel passato, dobbiamo adesso combattere contro la petrolizzazione del nostro territorio e del nostro mare e contro la riperimetrazione e la cementificazione della Riserva naturale  Borsacchio, che il D.M. del 27.4.2010 ha inserito nell’Elenco Ufficiale delle Aree Protette.
E mentre il Comitato unitario continua la raccolta delle firme, le Associazioni e alcuni partiti politici continuano a mobilitare l’opinione pubblica, le Istituzioni e gli Organi d’informazione.  
Un primo risultato l’abbiamo già ottenuto, in quanto sono state inviate più di 3.000 osservazioni, che hanno messo in crisi l’Ufficio regionale di Valutazione Impatto Ambientale.
Ove, però, gli interessi di pochi riuscissero a corrompere le coscienze di molti, i figli e discendenti dei nostri Amministratori porterebbero, durante la loro esistenza, il marchio indelebile del tradimento perpetrato dai loro genitori e antenati.
E potrebbe, purtroppo, accadere, anche qui da noi, quel che è successo nella Val d’Agri della Basilicata, dove, per soddisfare gli appetiti delle società petrolifere, è stato scelleratamente riperimetrato, in diverse occasioni, lo stupendo Parco Nazionale  della Val d’Agri-Lagonegrese.  
In quell’area, i 60 pozzi petroliferi tuttora in attività e il Centro Oli di Viggiano, con le sue esalazioni tossiche e i continui riversamenti inquinanti, hanno stravolto la qualità della vita dei residenti.
A titolo di compensazione, c’è adesso la promessa di una carta prepagata di 90 euro per l’acquisto di carburante, da consegnare ai cittadini lucani patentati che ne faranno richiesta.
Dobbiamo quindi augurarci che il medesimo bonus non entri mai nelle nostre tasche e in quelle dei nostri figli e nipoti.
Perché nessuna vil mercede potrebbe mai ripagarci delle ricadute negative sul nostro turismo, sulla nostra agricoltura, sulla nostra pesca e sulla nostra salute.
                                                                       Franco Sbrolla  
UNITI CON SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA' NEL DIFENDERE L'ABRUZZO!
12 dicembre 2011


 

Sinistra Ecologia e Libertà ribadisce che occorre impedire l'avvio delle perforazioni degli idrocarburi gassosi e liquidi nella nostra Provincia e nella nostra Regione.

Il Parco Marino del Cerrano e la Riserva del Borsacchio rappresentano degli strumenti necessari per impedire l'avvio delle perforazioni petrolifere da parte della multinazionale Medoilgas nei comuni di Pineto e Roseto degli Abruzzi.

Le perforazioni petrolifere provocherebbero non solo uno scempio ambientale e danni irreversibili al turismo, molto legato alla spiaggia e al mare, ma anche ai prodotti tipici della pesca locale nonché dell'agricoltura in quanto ci sono altri comuni interessati come Teramo, Bellante, Canzano, Castellalto, Cellino Attanasio, Cermignano, Mosciano Sant’Angelo e Notaresco.

È quindi necessario salvaguardare l'Abruzzo, Regione dei Parchi, dalla deriva petrolifera!

Chiodi e il centro destra non stanno facendo nulla per difendere l'Abruzzo dall'assalto delle multinazionali petrolifere!

E' a dir poco inaccettabile che decisioni del genere vengano prese senza consultare i cittadini abruzzesi attraverso un referendum popolare.

Vogliamo ricordare che esiste la convenzione di Arhus, per salvaguardare il diritto dei cittadini abruzzesi.

La convenzione prevede in modo specifico, che i cittadini di un territorio, se interessati da interventi come le perforazioni petrolifere devono essere chiamati a dare il proprio parere attraverso un referendum.

Questa convenzione è stata firmata nel ‘98 dall'Unione Europea.


 

Sinistra Ecologia e Libertà -Fed. Teramo


 

SOCIETA'
La storia di Roseto e della Riserva naturale Borsacchio
12 dicembre 2011

Capitolo 12: Dal culto della Natura e del Paesaggio alla mission della Riserva naturale Borsacchio
Nell’antica Grecia, popolata di dei ed eroi, non esistevano termini ben definiti per indicare il paesaggio e l’ambiente, e si ricorreva a varie espressioni che rivelano l’intimo amore per la Natura.
Gli uomini di quell’epoca sapevano che dopo la morte, se erano stati buoni, sarebbero andati nell’Isola dei Beati, “dove si guarisce dall’angoscia del vivere, il suo vento e il suo mare insegnano il divenire, il suo ricordo consola la mente quando vacilla”.
Anche i latini veneravano il paesaggio naturale, che chiamavano genius loci (divinità del luogo) e gli offrivano fiori, vino e focacce.
La sensibilità per certi ambienti ritenuti sacri si ritrova nel Nord Europa: già durante il 1400, nelle tele dei famosi pittori fiamminghi e tedeschi, la Natura, inizialmente comprimaria, diventa man mano protagonista di storie divine ed umane.
Solo però nel XIX e XX secolo, dapprima tramite la fotografia, con gli scatti d’autore che fanno il giro del mondo, e poi con il cinema, si arriva alla conoscenza diffusa dei luoghi d’incanto.
E proprio nei primi film western, quei paesaggi maestosi (praterie, montagne, vallate, fiumi, foreste, cascate, canyon, ecc...) dimostrano di non essere il classico scenario, ma gli attori principali che raccontano la fine di un’era indimenticabile e la nascita di una grande Nazione.
Ancora oggi le stesse immagini, rimaste quasi tutte inalterate, continuano a far parte integrale della storia americana ed a soddisfare, nel corso del tempo, gli occhi e la mente di milioni di turisti.
In questi ultimi anni, per recuperare le devastate qualità attrattive del Belpaese, è stata riscoperta in Italia, ed applicata come risorsa sociale e terapeutica, la funzione del paesaggio naturale, già sperimentata da Ippocrate, illustre padre della medicina, che scrisse il “Trattato sull’aria, le acque e il terreno”.
E cresce, qui da noi, un senso di repulsione nei riguardi dello scellerato intreccio tra Politica e Consorteria degli Affari, che sta cancellando le bellezze dell’antica Marina di Montepagano e del Lido delle Rose.
L’ultimo luogo d’incanto è la Riserva naturale Borsacchio, che vive di un’estasi contemplativa, e rappresenta, con il suo fascino e il suo silenzio, la traccia residua del Giardino dell’Eden.
Immergendosi in un’atmosfera così armoniosa e rilassante, maturano tuttora intense emozioni, l’ansia s’acquieta e riemergono dal profondo i dolci colori della memoria.
La mission della Riserva naturale Borsacchio è stata, finora, condivisa dalla Regione Abruzzo, che nell’illustrare al mondo intero le peculiarità della nostra area protetta, così si esprime nel sito istituzionale:
“Tra il fiume Tordino e il fiume Vomano si estende il litorale di Roseto degli Abruzzi con uno sviluppo lineare di circa dieci chilometri.
La spiaggia, bassa con sabbia finissima, ha una pendenza debole.
Il fondale, con la media dello 0,7% di pendenza nel tratto di mare tra Villa Rossi e Villa Mazzarosa, è interessato dal fenomeno dell’erosione.
Le scogliere artificiali aderenti, emergenti e soffolte, ma anche i pennelli trasversali non hanno risolto il problema, anzi sembra che i nuovi impatti antropici incidono sul delicato ambiente costiero.
 FrancoSbrolla
 
POLITICA
Roseto si gemella con Jawor. A chi giova?
20 ottobre 2011

L'Amministrazione di Roseto degli Abruzzi, in un momento di magra per le finanze dell'Ente, intende gemellarsi con la cittadina polacca di Jawor. La specifica proposta di delibera sarà discussa giovedì 20 ottobre in Consiglio comunale. 

Voglio sperare che questa  delibera espliciti bene le motivazioni che giustificano tale gemellaggio ed indichi al tempo stesso con chiarezza le attività di scambi culturali e le diverse iniziative che si vogliono avviare congiuntamente nell' interesse delle due comunità. 

Molto spesso però questi gemellaggi con città estere, se non danno luogo ad una ricchezza di relazioni  e non sollecitano, come ho detto, l'elaborazione di progetti e iniziative concrete a sostegno del nostro turismo, della cultura e dell'economia in genere, diventano fini a se stesse e si risolvono, come è capitato negli anni scorsi, in un aggravio di inutili spese per lo svago itinerante degli amministratori.

 

 

 
POLITICA
A Roseto e in Abruzzo no al fotovoltaico sul suolo!
20 ottobre 2011

Sembra che l'Amministrazione Pavone, con la delibera 107/2011, intenda creare le condizioni per mettere in moto una macchina speculativa  che sottrarrebbe alla coltivazione terreni del territorio comunale per destinarli alla produzione di energia attraverso il fotovoltaico. Avremmo così enormi schieramenti di pannelli fotovoltaici fissati direttamente sul suolo che toglierebbero spazi alla produzione agricola e ai pascoli, altererebbero la biodiversità nei prati, causando la desertificazione dei nostri campi fino a renderli inutilizzabili.

Sinistra Ecologia e Libertà premerà sulla sulla Regione Abruzzo affinchè essa riveda le norme in questa materia e ne detti altre più rigide al fine di contrastare quella che è una vera e propria sfigurazione del nostro straordinario paesaggio. Vogliamo pertanto una politica che incentivi seriamente il fotovoltaico sui tetti, sulle pareti degli edifici, lungo le strade, sulle cave e sulle discariche esaurite, ma mai sui terreni agricoli, su quelli a pascolo o liberi.

Per questo solleciteremo  il Partito Democratico ad elaborare una specifica mozione che miri ad evitare che terreni fertili e produttivi vengano snaturati per posare direttamente su di essi filari grigi di pannelli fotovoltaici che avrebbero un impatto tristissimo sul paesaggio. SEL farà quindi di tutto affinchè l'Amministrazione Pavone riveda il proprio atto d'indirizzo che è in netto contrasto con la vocazione del nostro Abruzzo che intende rimanere la regione verde dell'Europa.

Pasquale Avolio, coordinatore del Circolo di Sinistra Ecologia Libertà a Roseto degli Abruzzi

POLITICA
Amministrazione Pavone: bilancio effettivamente partecipato o strumentale operazione d'immagine?
20 ottobre 2011

L'Amministrazione del Comune di Roseto ha avviato una serie di incontri nei quartieri e nelle frazioni al fine di redigere il bilancio di previsione 2012 in forma partecipata. In tale operazione, che non può essere ridotta alla sola  informazione sull'esiguità dei fondi disponibili  o  all'ascolto passivo dei cittadini che danno sfogo alle loro preoccupazioni e alle loro esigenze, i rischi connessi sono molteplici.

Quella del bilancio partecipato, senza dimenticare l'elaborazione anch'essa partecipata del  PRG, del Piano Sociale di Zona o della progettazione di opere pubbliche, rappresenta infatti una prassi molto complessa che richiede un lavoro ben strutturato in fasi: dalla scelta del campione rappresentativo del quartiere interessato o dall'individuazione di una modalità in grado di rappresentare i diversi interessi in gioco, alla definizione degli stanziamenti destinati alla discussione; dalla scelta di un mediatore esperto in grado di regolamentare la discussione sulla base di regole condivise al fine far emergere bisogni e far avanzare progetti orientati al bene comune, fino alla scansione dei tempi che vanno ben oltre l'approvazione del bilancio di previsione. Le arene di discussione vanno attivate nel corso dell'intero anno per monitorare l'andamento e la produttività delle iniziative prescelte e messe in campo e valutarne i risultati.

Si tratta  di una serie di azioni ben coordinate che devono condurre, attraverso la corretta gestione delle immancabili situazioni conflittuali, all'assunzione di quelle decisioni che daranno poi corpo al documento programmatico che sarà posto al vaglio del consiglio comunale. Non è semplice avviare un simile processo di partecipazione se non ci si affida a persone competenti e se non si ha la sincera volontà di far crescere la democrazia scuotendo i cittadini dalla passività e dal disinteresse verso la politica per coinvolgerli attivamente nelle cosiddette arene deliberative dove ciascuno percepirà di avere un ruolo significativo nei processi decisionali. Avremo in tal modo cittadini partecipi,bene informati e,quindi, scomodi, che sarebbero però la vera risorsa della società civile e della democrazia.

Se non si realizzeranno, come sosteneva Bobbio, degli spazi pubblici di interazione trasparente, se questi spazi non saranno accuratamente organizzati per far emergere tutti i punti di vista in gioco, valorizzando quelli imparziali e orientati al bene di tutti e se infine gli amministratori utilizzeranno strumentalmente quelle sedi  per propagandare o magnificare il loro operato, allora ci sarà il rischio di  compiere una miserevole operazione d'immagine e di operare un' appropriazione indebita del termine "partecipazione". In questo modo  si contribuirà purtroppo ad allontanare ancor di più i cittadini dalla politica e dalle istituzioni e non s'innescherà lo sbandierato cambiamento nel modo di amministrare.

SEL auspica che l'Amministrazione Pavone tenga nella debita considerazione queste riflessioni.

Pasquale Avolio, coordinatore di Sinistra Ecologia Libertà a Roseto degli Abruzzi

POLITICA
Tilt Camp 2011: La storia di Roseto e della Riserva naturale Borsacchio
9 settembre 2011

Tilt Camp è una manifestazione nazionale dei movimenti giovanili, che si è svolta a Roseto, al Camping Stork di Cologna, dal 31 agosto al 4 settembre.
Ero stato invitato a presentare, il 2 settembre, il mio e-book “La storia di Roseto e della Riserva naturale Borsacchio”, ma l’organizzatore di Tilt Camp decise, pretestuosamente, di annullare l’evento e la visita all’area protetta. Per non deludere le aspettative dei 600 giovani provenienti da ogni parte d’Italia, che avrebbero voluto conoscere la storia del territorio che li ospitava, ho ritenuto opportuno riportare, qui di seguito, i fatti salienti accaduti fin dai primi anni del 1800.
In quel periodo, il territorio compreso tra il fiume Tordino e il torrente Borsacchio era ancora governato dall’Università di Giulia nuova (l’attuale Giulianova), mentre la parte sud, dal Borsacchio al fiume Vomano, apparteneva all’Università di Montepagano (l’attuale frazione di Roseto).
Con varie leggi emanate nel 1806, e con quella del 24 gennaio 1807, la Riforma Amministrativa promossa dal re di Napoli Giuseppe Bonaparte, fratello del più famoso Napoleone, assegnava all’Università di Montepagano l’intera area Tordino – Borsacchio, allo scopo di favorire una migliore distribuzione territoriale.
Ne seguirono, da parte dei giuliesi che si sentivano pesantemente danneggiati, diversi ricorsi portati avanti fino al termine del cosiddetto “decennio francese” (1806 – 1815).
Ciononostante, le scelte compiute in quegli anni non furono modificate, l’area Tordino – Borsacchio entrò a far parte dell’esistente Marina di Montepagano e il nome che indicava le Amministrazioni locali cambiò da Università a Comune.
Tra le poche innovazioni che mutarono l’aspetto di quel tratto di costa, sono degne di menzione la Villa Devincenzi, l’attigua Cantina con la famosa botte da 1000 ettolitri e lo stupendo Parco a Mare. Promotore fu Giuseppe Devincenzi, agronomo versatile, patriota e uomo politico.
Eletto deputato del Regno di Napoli, manifestò idee liberali e nel 1848 fu uno dei firmatari della protesta per lo sgombero forzato della sede istituzionale di Monteoliveto.
Nel 1849, dopo lo scioglimento del Parlamento, andò esule in Svizzera, Francia ed Inghilterra e nel 1856 la Corte criminale borbonica lo condannò a 24 anni di ferri duri.
Tornò in Patria dopo undici anni  e collaborò con Silvio Spaventa e Camillo Benso conte di  Cavour .
Nel 1860 accompagnò il re Vittorio Emanuele II all’incontro di Teano con Giuseppe Garibaldi, facendo gli onori di casa quando il 16 ottobre, dopo il pernottamento a Giulianova, il corteo reale passò sotto l’arco di trionfo eretto ai margini dei suoi poderi.
Deputato, Senatore e più volte Ministro, è stato uno dei  protagonisti del Risorgimento italiano.
La nipote ed erede del Senatore, Maddalena Devincenzi, sposò il marchese Antonio Mazzarosa di Lucca e, dopo la morte dello zio, la Villa, la Cantina ed il Parco a Mare presero il nome Mazzarosa.
Le attrattive dello stupendo paesaggio a nord del torrente Borsacchio, che nel periodo estivo attiravano sempre più turisti, non potevano continuare ad essere ignorate e il 27 marzo 1963, su delibera della ”Commissione provinciale di Teramo per la protezione delle bellezze naturali”, veniva emanato un Decreto ministeriale con la Dichiarazione di notevole interesse pubblico del tratto costiero da Cologna Spiaggia a Roseto degli Abruzzi.
In data 25 ottobre 1969, un nuovo Decreto estendeva fino alla collina il vincolo già imposto, riconoscendo  che  le  due   zone,   fascia  costiera  e  parte   collinare,  concorrono  a   formare  un
eccezionale insieme di bellezze naturali.
Riguardo poi alle caratteristiche ambientali del Parco a Mare Devincenzi, ridenominato Mazzarosa e antesignano della Riserva naturale Borsacchio, così si è espresso il prof. Giovanni Pacioni:
“E’ l’unico ambiente costiero della Regione Abruzzo con la serie di vegetazione  psammofila,  dalla
duna pioniera ad un retroduna  consolidato  con  preziosi  endemismi  vegetali,  anche  secolari,  di
Leccio e Pino d’Aleppo.
All’interno della superficie non ancora devastata sono state rilevate ben cinque specie di notevole importanza fitogeografica per l’estrema rarefazione lungo la costa dell’intero Adriatico, il Pancratium maritimum, conosciuto come “giglio di mare”, la splendida Calystegia soldanella, il Polygonum maritimum, il Verbascum niveum garganicum e l’Iris foetidissima.
Tra gli animali presenti stabilmente si annoverano diversi mammiferi roditori ed insettivori e sono molti gli uccelli nidificanti, come il Fratino, protetto dalla Direttiva 79/409 dell’Unione Europea.
Pur nelle ridotte dimensioni rappresenta una importantissima riserva di biodiversità, unico ed ultimo rifugio per numerose specie vegetali, animali e fungine”.
Andando a ritroso nel tempo, le ricerche effettuate, e documentate nel mio e-libro, sono riuscite a trovare le tracce degli avvenimenti accaduti nell’area Tordino-Borsacchio durante il VI secolo d.C.
Infatti, nella “Storia delle guerre”, scritta nel 551, lo storiografo Procopio di Cesarea, testimone oculare, racconta le battaglie tra Goti e Bizantini, che furono combattute nel nostro territorio.
Ad avvalorare il racconto di Procopio è stato lo splendido elmo ostrogoto, ritrovato alla fine del 1896 nei pressi di Cologna,  e tuttora conservato ed esposto al pubblico nel Museo di Berlino.
Tornando ai giorni nostri, l’istituzione della “Riserva naturale regionale guidata Borsacchio” è stata  approvata, all’unanimità, dalla legge regionale n. 6, art. 69, dell’8 febbraio 2005.
Seguirono, negli anni successivi, la L.R. 3 maggio 2006 n. 11, la L.R. 9 agosto 2006 n. 27 e la L.R. 1° ottobre 2007 n. 34, che confermò i confini dell’area protetta e l’estensione di 1100 ettari.
Come accaduto in altre località, se si unissero alla storia, alla cultura ed alla natura,  l’ecoturismo, l’enogastronomia e i prodotti tipici delle aree protette, la Riserva Borsacchio diventerebbe il nostro marketing territoriale. Che potrebbe assicurare un futuro migliore alle nuove generazioni.
Le quattro leggi, che riguardano la Riserva, sono state più che abbondanti e adesso servirebbero un Organo di Gestione, non retribuito, e un Piano di Assetto Naturalistico, che dovrebbe impedire le pratiche speculative e risolvere i problemi dei residenti. Specie degli agricoltori, i quali vivono del loro duro lavoro e sono sempre stati i custodi benemeriti del nostro territorio
Il Piano di Assetto Naturalistico dovrebbe progettare anche la pista ciclabile del Corridoio Verde Adriatico, che darebbe visibilità alle attrattive della nostra Riserva. Si otterrebbe così un turismo itinerante, su un percorso di 1000 Km., da Ravenna a S. Maria di Leuca, che avrebbe una benefica ricaduta sul turismo stanziale, sempre più attento alla qualità dell’ambiente che lo ospita.
Purtroppo, allo stato attuale, ci sono in Regione tre proposte di legge:
La prima, presentata dal consigliere Rabbuffo di Fli, vuole riperimetrare l’area protetta, che verrebbe ridotta ad una specie di Orto Botanico, lasciando tutto il resto nelle mani della speculazione edilizia. La seconda, presentata dal capogruppo regionale del Pdl, vuole cancellare la Riserva e cementificare l’intero territorio Tordino - Borsacchio. La terza è stata presentata da sei consiglieri del Pd con l’identico fine di soddisfare gli appetiti della Consorteria degli Affari, tuttora sotto processo per i reati di abuso edilizio, falso ideologico e falso in atto pubblico.
Tra pochi giorni ricomincerà il dibattito presso la II Commissione regionale, ed anche questa volta il Comitato pro-Riserva Borsacchio, di cui mi onoro di far parte, unitamente alle Associazioni ambientaliste, all’Associazione Città per Vivere ed ai consiglieri regionali di SEL e della Federazione della Sinistra, continuerà a lottare per salvare l’area protetta.
Che tanti politici e speculatori vogliono distruggere, cancellando così la nostra storia, la nostra cultura, il nostro paesaggio e il nostro ambiente.
                                                            Franco Sbrolla (http://www.francosbrolla-roseto.it)
 
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